Alcuni aggiornamenti sul tema delle stabilizzazioni nel comparto ricerca della PA.

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Repubblica 16/12/17

La ricerca Italiana e’ appesa ad un filo. [vai al video]

Il coordinamento dei precari uniti del Cnr ha messo in scena un flash mob di protesta calandosi con delle corde dal tetto dall’istituto di ricerca a Roma per simboleggiare, dicono, “tutti i ricercatori e gli assegnisti precari dell’istituto che si trovano appesi a un filo”. A preoccupare è la scarsità dei fondi stanziati in legge di bilancio per la stabilizzazione dei ricercatori precari che sarebbe prevista dal decreto Madia sul personale precario storico della Pubblica Amministrazione.


USB 14/12/17: 
Ricercatori incatenati al MIUR. USB: ancora nessuna risposta per gli 8800 precari degli enti vigilati dal ministro Fedeli

Dopo 51 giorni di occupazione e innumerevoli iniziative, da ultimo la contestazione al sindaco PD di Pisa, i precari del CNR, alcuni dei quali a pochi giorni dal licenziamento, hanno deciso di incatenarsi al MIUR per protestare contro il Ministro Fedeli, unico Ministro vigilante a non aver stanziato risorse per la stabilizzazione dei precari dei propri enti di ricerca.[leggi tutto]


RAI 30/10/17

Filo Diretto Web – Ricerca: più fondi e nuove assunzioni? [vai al video]

 

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Ricerca precaria: il 15 dicembre 2017 mobilitazione generale in piazza Montecitorio

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Ricerca precaria: il 15 dicembre mobilitazione generale in piazza Montecitorio

Cresce la protesta negli enti, servono risorse per stabilizzare tutti nessuno escluso. 11/12/2017

Mentre la legge di bilancio 2018 dal Senato approda alla Camera, nella rete della Ricerca pubblica cresce la mobilitazione e la protesta.

I CNR di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Cosenza, Firenze, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Pisa, Roma, Sassari sono in presidio permanente da 20 giorni mentre all’INAF è stato dichiarato lo stato di agitazione. Alla Camera devono essere aumentati i finanziamenti alla Ricerca e deve essere modificato l’emendamento uscito dal senato. Per questo la FLC CGIL con CISL e UIL, insieme ai precari in mobilitazione, in primis i precari uniti CNR invita tutti a partecipare al grande presidio in piazza Montecitorio che si terrà il prossimo venerdì 15 dicembre dalle ore 10.30.

Abbiamo espresso soddisfazione per i provvedimenti riguardanti CREA, INAPP, ISPRA, ma come già affermato, quanto fatto rischia di non essere sufficiente.

La FLC CGIL, i lavoratori della ricerca, precari e stabili in occupazione e in mobilitazione, tutto il mondo della ricerca chiede al Governo e al Parlamento maggiori risorse finalizzate alla stabilizzazione per rendere vera e credibile la possibilità aperta dal decreto voluto dal Ministro Madia. Chiede poi ai presidenti degli Enti, a partire da Massimo Inguscio presidente del CNR, di attuare senza indugio la norma: occorre rinnovare immediatamente tutti i tempo determinato e gli assegnisti di ricerca aventi diritto; occorre poi quantificare al più presto e pianificare l’utilizzo per le assunzioni e le proroghe, delle risorse rese disponibili con l’autonomia finanziaria introdotta dal Dlgs 218/16.

Il Parlamento ha la grande occasione di varare un provvedimento che faccia giustizia dei lunghi anni di precarietà che si è riversata sul lavoro di questo settore e che metta in sicurezza l’infrastruttura della Ricerca Pubblica indebolita da anni di tagli indiscriminati: per raggiungere questo obiettivo occorre aumentare il finanziamento del fondo di stabilizzazione, eventualmente anche attraverso una più lunga programmazione. Accanto a questo è auspicabile che risorse già stanziate per la ricerca siano indirizzate al medesimo obiettivo, a partire da quelle per il progetto human tecnopole.

Ovviamente riterremmo gravemente inadeguati al proprio ruolo, quei Presidenti di Ente che in un momento di attenzione e mobilitazione come quello che vive oggi la Ricerca Pubblica, non si accingessero con puntuale rapidità all’applicazione della norma secondo la interpretazione della circolare applicativa. Ciò sia rispetto al rinnovo ex legge del personale precario a termine e con

assegno avente i requisiti, che con riferimento al reperimento delle risorse di bilancio e da progetto necessarie a mantenere in servizio e a stabilizzare tutti.

Dunque venerdì 15 dicembre alle 10.30 in piazza Montecitorio grande mobilitazione per stabilizzare la Ricerca. Ricercatori/tecnologi e tecnici/amministrativi, tempo determinato o assegnisti: nessuno escluso!

 

Due giorni di proteste all’INRiM

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Continua lo stato di agitazione del personale dell’INRiM, indetto in occasione del  Consiglio Scientifico del 9 ottobre 2017 e del Consiglio di Amministrazione del 10 ottobre 2017.

All’INRiM, in occasione della riunione del Consiglio di Amministrazione (10/10/17), il personale ha proseguito le azioni dimostrative con un presidio di fronte all’Istituto e con un’assemblea che ha interrotto i lavori del CdA. Il personale ha rinnovato la proposta di una discussione del piano del fabbisogno 2017-2019 che tenga conto delle prescrizioni del D.lgs 75/2017.  Il, 9 ottobre, la medesima richiesta era stata formulata al Consiglio Scientifico dell’Ente, ma il piano di fabbisogno è stato approvato senza modifiche dai Consiglieri nonostante le istanze presentate.

Le stabilizzazioni del personale precario avente i requisiti come da articolo 20 comma 1  del D. Lgs. 75/2017, e i concorsi con riserva di posti al 50%, come prevede il comma 2 del suddetto decreto legge, sarebbero possibili poiché l’INRiM possiede i fondi necessari. Basterebbe la volontà di chi dirige l’istituto metrologico nazionale, il più grande ente di ricerca del Piemonte. Al termine dei lavori del CdA, il Presidente ha mostrato alla RSU dell’INRiM segni di apertura per un confronto tra le parti, che dovrebbe avvenire nei primi giorni della prossima settimana. Nel frattempo, permane lo stato di agitazione del personale dell’Istituto.

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L’INRiM può ma non stabilizza!

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Ricerca, personale in agitazione in occasione del Consiglio Scientifico previsto oggi all’INRiM

 

L’INRiM può ma non stabilizza

L’ente di ricerca metrologica con sede a Torino potrebbe stabilizzare i suoi precari,

ma si rifiuta di applicare la legge

 

Si tratta della “legge Madia”, D.Lgs. 75/2017, che fornisce agli enti di ricerca gli strumenti per superare la piaga del precariato. I precari dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM) ne chiedono a gran voce l’applicazione, ma, fino ad oggi, la dirigenza non pare propensa a seguire la via indicata dal legislatore.

E dire che, per assumere stabilmente il suo personale con contratto a tempo determinato, l’INRiM può contare non solo sul favore delle nuove disposizioni di legge, ma anche sulla propria disponibilità finanziaria.

Oggi, in occasione della riunione del Consiglio Scientifico INRiM, il personale è in agitazione. Da mesi RSU e Coordinamento Precari chiedono di discutere il piano delle assunzioni con il Presidente, il Direttore Generale, il Direttore Scientifico e i membri del CdA. Ad ogni richiesta viene risposto di attendere. Per questo oggi all’INRiM si protesta, con un presidio all’ingresso dell’Istituto e con un’assemblea che prevede di interrompere il Consiglio Scientifico.

Le stabilizzazioni del personale precario avente i requisiti, come da articolo 20 comma 1, e i concorsi con riserva di posti al 50%, come prevede il comma 2 del decreto, sarebbero possibili. L’INRiM possiede i fondi necessari. Basterebbe la volontà di chi dirige l’Istituto metrologico nazionale, il più grande ente di ricerca del Piemonte.

All’INRiM lavorano quasi 300 persone tra ricercatori, tecnologi e personale tecnico-amministrativo. Circa un centinaio sono precari. I loro contratti si chiamano assegni, borse, tempi determinati. Periodicamente scadono. Per essere rinnovati spesso occorre sottoporsi a nuovi concorsi. Il personale precario INRiM ha superato in media tre o quattro di queste prove. E’ costituito da persone giovani e meno giovani, perché il precariato è una piaga che dura da anni, tutte altamente specializzate. Sono loro che mandano avanti i laboratori dell’ente che assicura a tutta l’Italia alcuni servizi fondamentali connessi con il mondo delle misure. Tarature, certificazioni di misure e prove. Ma non solo. L’INRiM vanta laboratori all’avanguardia ed è coinvolto in numerosi progetti di ricerca europei. Tutto questo è reso possibile anche grazie al lavoro del personale precario, cui l’Istituto rifiuta oggi il riconoscimento minimo: un posto di lavoro stabile che riconosca una professionalità guadagnata in anni di dura gavetta, incarichi di responsabilità e concorsi.

RSU e Coordinamento Precari INRIM

Superamento del precariato, presidio davanti alla sede del MIUR – Roma

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Partecipazione della delegazione del personale INRiM alla manifestazione a Roma, davanti alla sede del MIUR, per chiedere che gli Enti di Ricerca applichino a pieno la legge 75/2017 (legge Madia) per il superamento del precariato.

Nei prossimi giorni seguiranno ulteriori informazioni, anche a mezzo di volantini esplicativi e, in particolare, nel corso dell’Assemblea dei Precari dell’INRiM venerdì 6 ottobre alle ore 14:00.

Presentazione Assemblea dei Precari INRiM 15 Giugno 2017

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A seguito dell’Assemblea dei precari dell’INRiM del 15 Giugno 2017 pubblichiamo la presentazione delle slides:

Rendicontazione assegni di ricerca, co.co.co., co.co.pro – Annotated Model Grant Agreement

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H2020 Programme AGA – Annotated Model Grant Agreement

La Commissione europea ha pubblicato una nuova versione sia dell’ Annotated Model Grant Agreement sia della Guidance on List of issues applicable to particular countries  che affrontano il “problema” del riconoscimento di assegnisti e collaboratori come personale dei progetti H2020.

In breve:

Italy, Workforce contracts

  1. Contratto a progetto (co.co.pro.)
  2. Contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.)
  3. Assegni di Ricerca

May be declared as personnel costs if they fulfil the conditions of article 6.2.A.2, in particular that the person factually works under conditions similar to those of an employee. If the costs are eligible as personnel costs, the time worked for the H2020 action must be supported by relevant supporting documents (see Article 18.1.2). If they do not fulfil the conditions, the costs may still be eligible as:

Subcontracting: if the activities covered by the contract are part of the tasks of the action detailed in Annex 1 (e.g.: the contract is to produce deliverable X, to work on work package Z, to carry out research work for the H2020 action)

Purchase of services: if the activities covered by the contract are not part of the tasks of the action.

In both cases the award of the contract must fulfil the specific eligibility conditions (Article 10 or Article 13), including that the contract must be awarded ensuring best value for money and no conflict of interests.

 

per chi volesse approfondire: CRONOLOGIA

DIS-COLL music

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DIS-COLL
Indennità di disoccupazione a dottorandi ed assegnisti

Un precario, si sa, è un disoccupato in potenza, per cui vi farà piacere sapere che  a partire dal 28-02-2017 è stato approvato dalla “XI Commissione lavoro pubblico e privato” della Camera dei Deputati l’emendamento presentato dal senatore Cesare Damiano che estende (e questo è un bene) l’indennità di disoccupazione DIS-COLL ai dottorandi e assegnisti. Tuttavia il testo allo stato attuale prevede l’applicazione solo a coloro tra i suddetti il cui contratto scadrà a partire dal 1° Luglio 2017, per cui, senza un opportuno ulteriore emendamento, saranno esclusi di fatto tutti i dottorandi iscritti al XXIX ciclo e  gli assegnisti con scadenza fino al 30 Giugno (che comunque hanno versato i contributi fino per l’A. A. 2016-2017).

Che fare?

A tal proposito è stata presentata una petizione su change.org (indirizzata al Presidente e al Consiglio dei Ministri) che trovate a questo link https://www.change.org/p/ministro-del-lavoro-e-delle-politiche-sociali-estensione-indennit%C3%A0-di-disoccupazione-dis-coll-a-dottorandi-e-assegnisti-di-ricerca 

Mancano pochissime firme per raggiungere il target di 1000 adesioni!

Assegnisti in formazione?!

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Addirittura la legge Gelmini – che certo non brilla per trattar bene i precari della conoscenza – definisce gli Assegnisti di Ricerca come “[…] studiosi in possesso di curriculum professionale idoneo allo svolgimento di attività di ricerca […]”.

All’INRiM, invece, pare prassi assodata e generalmente adottata (con sdegno e disappunto degli interessati) definire gli Assegnisti di Ricerca come “personale in formazione”.

Davvero volete raccontarci che gente con due lauree e un dottorato, con un curriculum scientifico oggettivamente valutabile sarebbe personale in formazione?! Noi di formazione ne vediamo solo una…

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