Mese: giugno 2015

Guida Galattica per i Precari INRiM

Digressione Postato il Aggiornato il

Caro, volenteroso ed ottimista precario INRiM, su con la vita! Potrebbe andare peggio. Potrebbe piovere.

Sono Mario Precario, difensore di borsisti, assegnisti e ricercatori a tempo determinato, il supereroe meno super (e meno eroe) con cui tu abbia mai avuto a che fare! E, se ti stai chiedendo chi si nasconde sotto questo pseudonimo, lasciami virare sul biblico: il mio nome è Legione … perché siamo molti. Tutti precari, ça va sans dire.

Tranquillo, quello che stai leggendo non è il groviglio di deliri e paranoie dell’ennesima cerchia di ricercatori frustrati in cerca di revanchismo da due soldi, e nemmeno un vademecum interminabile di consigli più o meno utili per “guidarti” nel tortuoso e sgangherato tunnel verso l’eventuale assunzione: i toni paternalistici da maestrino mi son sempre venuti male, e poi diciamolo, se Darth Vader è 100 volte più simpatico di Obi-Wan-Keppalle ci sarà pure un motivo, no?

La cosa che intendo fare è un’altra: cercare di fotografare con un minimo di lucidità la situazione attuale qui all’INRiM e, di conseguenza, anche i probabili sviluppi per i prossimi anni. Senza cedere al pessimismo cosmico di Leopardi, ma nemmeno all’ottimismo plastificato (con sorriso da paresi embedded, of course) del suo quasi conterraneo che, giulivo, imperversa ogni giorno su tv e giornali.

Quindi mi tocca dirti che, se la tua intenzione è quella di rimanere all’ovile metrologico INRiM, la situazione è rosea e promettente quanto una grigliata a casa di Hannibal Lecter, per un sacco di ottimi motivi:

  1. I posti disponibili sono pochissimi, al contrario dei vincoli sulle assunzioni, che invece se la passano benone. Ora dovrebbe esserci stato il parziale sblocco del turnover, e si aspetta un nuovo “jobs act” sulla ricerca (ma  il governo due cose insieme non  riesce a farle), ma non mi aspetto chissà quali rivoluzioni.
  2. Le vecchie graduatorie, pur valide a termini di legge, sono agli occhi dell’attuale presidenza più innominabili di Cthulhu e tutti i suoi sodali messi insieme… Come se questo bastasse a far scomparire la lunga, ancestrale coda di precari! Qui dentro ci sono parecchie persone che sono in istituto da 10 e passa anni e, nonostante l’impegno e i risultati ottenuti, ancora non vedono l’ombra di una possibilità d’inserimento.
  3. I concorsi a tempo indeterminato vengono banditi ad un ritmo da era geologica, tipo uno ogni TRE ANNI, e la cosa non sembra disturbare affatto le alte sfere dell’istituto, neppure sul versante scientifico… Il che è quantomeno inusuale, piuttosto e anzichenò. Va anche detto che ogni concorso fa storia a sé (i punti in comune tra quelli usciti negli ultimi tempi si contano sulle dita di una mano… monca, oserei dire), quindi è difficile prevederne non solo l’eventuale esito, ma addirittura le possibilità di accesso.
  4. Stesso problema per rinnovi, proroghe e quant’altro: ogni volta un percorso e un esito diversi, senza traccia di una procedura comune ben precisa e consolidata. Se è vero che le vie del Signore sono finite, di certo non lo sono quelle dell’ufficio personale.
  5. L’INRiM stesso sta subendo una metamorfosi paragonabile alla transizione bacherozzo-farfallina: in questo momento siamo chiusi in una crisalide di cui ci viene detto molto poco, ma una cosa pare certa: il livello di “strategicità” delle varie attività dell’istituto potrebbe subire brusche variazioni… e, di conseguenza, anche le relative possibilità di assorbire personale.

Potrei andare avanti, ma le cose salienti le ho dette: se vuoi rimanere qui, meglio prenderne atto subito.

Diverso è il discorso se sei qui per fare esperienza, maturare e poi salpare verso qualche altro approdo, in Italia o all’estero; in questo caso, decisamente più aderente ai desideri della governance dell’istituto, è bene chiarire che non tutti i compiti che potreste trovarvi a svolgere sono ugualmente utili e in grado di formare un curriculum “appetibile”.

In pratica, l’unica attività davvero fruttifera in questo caso è la RICERCA: verrai sempre e solo valutato in base ai tuoi “prodotti” in questo ambito, salvo casi più che rari… E’ la legge del publish or perish, ladies and gentlemen, da anni più che radicata nel nostro ambiente da noi ultimamente è perish e basta.

Key comparison, confronti internazionali, tarature e quant’altro potranno essere (eventualmente) spendibili in altri istituti metrologici, ma verranno praticamente ignorati in qualsiasi altro posto. E, per mettere i puntini sulle “i”, questi ultimi sarebbero compiti più da personale strutturato: se poi l’organico non è sufficiente a garantirne lo svolgimento, questo problema non può e non deve certo essere risolto dalla manovalanza precaria, fin troppo spesso utilizzata per arginare le non poche falle del vascello INRiM… Per poi essere sistematicamente ignorata quando si tratta di diritti e rivendicazioni. Questo è quanto, collega precario.

Non che le cose ci stiano bene così, intendiamoci: per questo sono nati Mario Precario e il Coordinamento. Per cercare di cambiare qualcosa. O, quantomeno, per far circolare correttamente le informazioni e dare una mano qui e là, a qualunque precario ne abbia bisogno. Non saremo in grado di fare una rivoluzione (altrimenti mi sarei fatto chiamare “P per Precario”, ti pare?), ma magari riusciremo a fare un minimo di massa critica e, chissà… Da lì alla conquista del pianeta è un attimo, no?

Mario Precario

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