L’INRiM può ma non stabilizza!

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Ricerca, personale in agitazione in occasione del Consiglio Scientifico previsto oggi all’INRiM

 

L’INRiM può ma non stabilizza

L’ente di ricerca metrologica con sede a Torino potrebbe stabilizzare i suoi precari,

ma si rifiuta di applicare la legge

 

Si tratta della “legge Madia”, D.Lgs. 75/2017, che fornisce agli enti di ricerca gli strumenti per superare la piaga del precariato. I precari dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM) ne chiedono a gran voce l’applicazione, ma, fino ad oggi, la dirigenza non pare propensa a seguire la via indicata dal legislatore.

E dire che, per assumere stabilmente il suo personale con contratto a tempo determinato, l’INRiM può contare non solo sul favore delle nuove disposizioni di legge, ma anche sulla propria disponibilità finanziaria.

Oggi, in occasione della riunione del Consiglio Scientifico INRiM, il personale è in agitazione. Da mesi RSU e Coordinamento Precari chiedono di discutere il piano delle assunzioni con il Presidente, il Direttore Generale, il Direttore Scientifico e i membri del CdA. Ad ogni richiesta viene risposto di attendere. Per questo oggi all’INRiM si protesta, con un presidio all’ingresso dell’Istituto e con un’assemblea che prevede di interrompere il Consiglio Scientifico.

Le stabilizzazioni del personale precario avente i requisiti, come da articolo 20 comma 1, e i concorsi con riserva di posti al 50%, come prevede il comma 2 del decreto, sarebbero possibili. L’INRiM possiede i fondi necessari. Basterebbe la volontà di chi dirige l’Istituto metrologico nazionale, il più grande ente di ricerca del Piemonte.

All’INRiM lavorano quasi 300 persone tra ricercatori, tecnologi e personale tecnico-amministrativo. Circa un centinaio sono precari. I loro contratti si chiamano assegni, borse, tempi determinati. Periodicamente scadono. Per essere rinnovati spesso occorre sottoporsi a nuovi concorsi. Il personale precario INRiM ha superato in media tre o quattro di queste prove. E’ costituito da persone giovani e meno giovani, perché il precariato è una piaga che dura da anni, tutte altamente specializzate. Sono loro che mandano avanti i laboratori dell’ente che assicura a tutta l’Italia alcuni servizi fondamentali connessi con il mondo delle misure. Tarature, certificazioni di misure e prove. Ma non solo. L’INRiM vanta laboratori all’avanguardia ed è coinvolto in numerosi progetti di ricerca europei. Tutto questo è reso possibile anche grazie al lavoro del personale precario, cui l’Istituto rifiuta oggi il riconoscimento minimo: un posto di lavoro stabile che riconosca una professionalità guadagnata in anni di dura gavetta, incarichi di responsabilità e concorsi.

RSU e Coordinamento Precari INRIM

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